
Kosakenland
Il breve periodo in cui il Kazakistan invase l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, creando il cosiddetto Kosakenland, è un evento della storia del nostro Paese davvero poco conosciuto.
Il 20 luglio del 1944 un treno entra nella stazione a Tarvisio carico di una avanguardia di forza di occupazione di 20000 armati, altrettanti civili e pure bestiame giunti dalla Polonia; una folla di persone con pellicce e animali che invase le stazioni friulane.
Quello è il giorno dell’invasione cosacca in Carnia.
Ma quando accade e come fu possibile?
La Carnia promessa dai Tedeschi
Durante il settembre del ‘43 le truppe tedesche per fermare il caos che regnava nell’Italia settentrionaleriorganizzarono il territorio friulano in due zone distinte: l’area comprendente la zona Alpenfurland,comprendente Bolzano, le pre Alpi, Trento e Belluno e la zona di operazioni Adriatisches Küstenland, dove rientravano aree di importanza strategica come la linea ferroviaria Udine – Tarvisio e le province di Trieste fiume e Lubiana.
Dopo la caduta del governo centrale i tedeschi dovettero affrontare l’avanzata del movimento partigianospecialmente in regioni come il Friuli Venezia Giulia e nelle pre-Alpi Carniche, dove il rastrellamento tedesco era diventato abitudine.
Con i mesi il controllo della Carnia da parte dei Partigiani si estese sempre di più contro dei teschi indeboliti dalla guerra; notando questo rallentamento della forza tedesca i partigiani di circa 6000 nell’area Carnica proclamarono la zona libera di Carnia e per la Germania fu il segnale che la situazione in settentrione stava precipitando.
Quindi come poteva la Germania risolvere questa situazione? Grazie a dei Mercenari Cosacchi, che allo scoppio del secondo conflitto mondiale per ragioni ideologiche preferirono appoggiare i tedeschi nella loro avanzata. Circa 22000 Cosacchi trovano nella collaborazione con i tedeschi la svolta con cui ritrovare e i vecchi privilegi da tempo perso.
Nel febbraio del 1943 dopo la caduta di Stalingrado la controffensiva sovietica costrinse i tedeschi a ripiegare verso occidente; enormi masse di russi e cosacchi compresi optarono per la fuga verso ovest insieme alle truppe dell’asse. I cosacchi del Kuban, del Don e del Terek che avevano aiutato le truppe tedesche furono avviati verso i campi di raccolta in Bielorussia a Navahrudak, una popolazione intera abbandonò le proprie terre.
Il 10 novembre 1943 il ministro Alfred Rosenberg in un programma pubblico annunciò il riconoscimento dei servizi resi in campo di battaglia e promise una “terra promessa” al popolo Cosacco cioè la Carnia.
L’arrivo dei Cosacchi
Tra il luglio e l’agosto del ‘44 una cinquantina di treni raggiunse la Carnia .
L’occupazione Cosacca in Carnia, nella terra che in breve tempo si trasformò nel Kasakeland non fu pacifica, ma fu molto violenta verso i civili di quella zona, che si trovarono davanti una situazione surreale.
Le truppe partigiane impossibilitate a tenere testa a un nemico ripiegarono a ritirarsi verso i monti e nell’Ottobre del ‘44 i tedeschi controllavano tutta la Carnia.
Intanto, per la popolazione locale invasa, i primi tempi furono un inferno… uccisioni, saccheggi e case incendiate erano all’ordine del giorno; la Carnia si trovava grande caos, portando gli italiani a abbandonare i villaggi.
I Cosacchi trasformarono il nuovo Kosakenland ad immagine e somiglianza di quelli che erano i loro vecchi villaggi e modificarono i nomi a delle località italiane ad esempio il paese di Alessio venne ribattezzato Novočerkassk, la Carnia era diventata un altro paese.
Nel gennaio del 1945 Partigiani e Cosacchi erano finiti in una situazione di stallo; a cambiarla ci fu l’arrivo nei mesi di febbraio fu ufficiale Peter Krasnov fece riaffiorare la speranza ai Cosacchi di riavere una patria.
La fine di tutto
Tra i mesi di marzo e aprile durante la caduta di Mussolini, la situazione in Carnia era incerta: i Cosacchi rischiavano di finire nella mani dei russi e ciò significava morte certa. Dunque i Cosacchi partirono verso l’Austria a piedi e finirono per arrendersi agli inglesi, sperando che avrebbero affidato a loro una nuova terra.
Krasnov, rivolto al maresciallo Alexander, cercò di convincerlo a dare ai Cosacchi asilo politico tramite una lettera che non ricevette mai risposta. I Cosacchi erano già stati venduti e Stalin pretese anche la consegna di tutti i capi e generali zaristi scappati in Occidente. Il 24 maggio del 1945 vennero tutti consegnati e Krasnov e i suoi generali trovarono la morte; chi non si arresi si suicidò, in pochi aiutati dai locali riuscirono a fuggire.
Così termino il breve periodo storico in cui la Carnia divenne il Kosakenland.




