
Soprusi ed ingiustizie sociali dal ‘600 di Manzoni ad oggi
Ogni periodo storico ha le sue caratteristiche e più passano i secoli, più la società si evolve e si sviluppa; eppure continuano a persistere con il passare degli anni le disuguaglianze e le ingiustizie sociali, realtà sempre esistenti in cui il più forte che è temuto e ha i mezzi e prevarica sul più debole.
Questa persistente realtà sociale è ben descritta nel romanzo di Manzoni “I Promessi sposi” che è ambientato nell’Italia del Seicento e narra la storia di Renzo e Lucia; tra le varie tematiche trattate c’è anche la critica sociale.
Manzoni è il primo autore che tramite la sua storia condanna un contesto sociale in una determinata epoca storica, visto dal punto di vista degli umili. Il suo romanzo è letto da tutti noi ancora oggi, perché la società descritta (nel suo libro) corrisponde alla società del suo tempo, quella dell’Ottocento e ha dei paralleli anche con la nostra.
Possiamo notare nel romanzo la critica che l’autore fa alla società del tempo già nei primi capitoli, quando Don Abbondio incontra i bravi, mandati da Don Rodrigo, che lo intimidiscono affinché non mariti i protagonisti. Qui vediamo che chi è ricco e potente come Don Rodrigo può far fare alle persone ciò che desidera attraverso le minacce e ciò è qualcosa che esiste nella nostra società, nonostante ci sia un distacco di quattro secoli; le organizzazioni mafiose del nostro tempo ad esempio, funzionano esattamente allo stesso modo; la mafia controllo le persone inducendole al silenzio, proprio come vediamo fare ai bravi nei confronti di Don Abbondio.
Un altro collegamento al sistema mafioso del nostro tempo accade anche nel momento in cui Renzo va a parlare con l’Azzeccagarbugli sperando di uscire dalla sua situazione. Egli respinge la sua richiesta appena sente il nome di Don Rodrigo, essendo lui stesso corrotto. In quella conversazione l’Azzeccagarbugli spiega anche qual è il lavoro di un avvocato: non importa quanto sia grave il caso da difendere l’importante è che l’avvocato sappia convincere la giuria e riesca a rigirare la situazione in favore di chi deve rappresentare. Purtroppo ciò avviene anche nei nostri tribunali, dove, se la parte che ha (ovviamente) torto ha la possibilità di avere un buon avvocato che sa usare le leggi a suo favore, la giustizia vale meno.
Questa corruzione va a ripetersi ancora nel capitolo dove Renzo parla con l’Oste chiedendo informazioni sui bravi e l’oste, come risposta, si mostra vago e sbrigativo; diversamente, agli scagnozzi di Don Rodrigo, rivela tutte le informazioni che servono.
Altra dimostrazione presente nell’opera su cosa può fare un individuo potente che come ho già detto ai nostri giorni può essere la Mafia, nel romanzo è l’aristocrazia, che causa soprusi ed ingiustizie alla popolazione senza ottenere conseguenze, tanto che in un momento del libro Don Rodrigo manda un assassino ad organizzare un piano per rapire Lucia commettendo veri e propri crimini (tra l’altro questo stesso assassino è imponibile purché protetto da Don Rodrigo); così nell’opera l’aristocrazia gode di un’impunità.
L’autore non si sofferma solo sui problemi che riguardano la parte povera della popolazione, ma anche le famiglie benestanti; al loro interno possono esserci deboli che si devono adattare e ciò è rappresentato ad esempio dalla figura Monaca di Monza. Già alla sua nascita scelsero al suo posto, obbligandola a restare chiusa in un monastero e impedendole di fare la vita che voleva; ciò avviene un po’ la stessa cosa con le donne nei Paesi in via di sviluppo.
Il romanzo parla sottilmente dei pregiudizi del popolo, che nel libro è un vero e proprio personaggio. Nell’undicesimo capitolo, ad esempio, viene accennato ai pregiudizi tra chi vive nella campagna e chi nella città: i campagnoli sono paragonati a dei ladri e tutt’oggi ci sono queste etichette (anche se riguardano di più il confronto tra Nord e Sud Italia).
La rivolta del pane mostra come una popolazione oppressa e mal contenta agisca tramite queste rivolte per farsi sentire e bisogna ricordare che in quel momento storico descritto Milano era in una situazione difficile, dove c’erano la peste e i vari ghetti; ciò ricorda piuttosto bene il periodo che stiamo attualmente vivendo, con le varie rivolte dei lavoratori che si vedono al telegiornale.
In conclusione, questo romanzo mostra alla perfezione l’ingiustizia in cui versa la popolazione, che possiamo facilmente comprendere, essendo molto simile a quella del nostro tempo.



