
Quando la scuola incontra (e conosce) il carcere
Nelle giornate del 23 febbraio e del 2 marzo 2026 i ragazzi di 3^, 4^ e 5^ del nostro Liceo hanno partecipato ad un incontro con padre Lorenzo Durandetto, cappellano del carcere di Udine. Cos’è emerso da questi incontri e perché è importante che i giovani incontrino figure istituzionali come padre Lorenzo.
Per due lunedì, presso la nostra scuola si è tenuto un incontro che ci ha fatto riflettere su una realtà che spesso ignoriamo: quella del carcere. È venuto a trovarci Padre Lorenzo, il Cappellano della casa circondariale di Udine, per raccontarci la sua esperienza quotidiana a contatto con i detenuti. Lontano dai pregiudizi o da quello che vediamo nei film, Padre Lorenzo ci ha spiegato com’è fatta davvero una prigione. Non si tratta solo di celle e sbarre, ma di una struttura complessa divisa su più piani, dove i controlli di sicurezza sono costanti. Abbiamo scoperto come funziona una giornata tipo: dalla conta del mattino ai momenti di socialità, fino ai vari lavori che i detenuti possono svolgere per dare un senso al tempo che passa.
Uno dei punti più interessanti della discussione è stato il dubbio che ci ha lasciato: il carcere deve servire solo a punire chi ha sbagliato o deve puntare a rieducare? Abbiamo capito che, nonostante i tanti problemi del sistema carcerario in Italia, l’obiettivo dovrebbe essere sempre quello di aiutare le persone a cambiare.
Il suo ruolo, in questo contesto, è fondamentale: oltre all’aspetto religioso, è una figura umana capace di ascoltare e dare supporto in un ambiente dove la solitudine è durissima.
Sopravvivere all’interno di una struttura penitenziaria è molto più difficile di quanto si possa pensare, non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente. L’incontro ci ha lasciato con una consapevolezza nuova: dietro ogni errore c’è una storia che merita di essere ascoltata e interiorizzata.
Ringraziamo Padre Lorenzo per la sua sincerità e per averci aiutato a capire che la dignità di una persona non dovrebbe mai fermarsi davanti a un cancello chiuso.







