
Alla scoperta dell’atletica leggera
L’atletica leggera è un insieme di varie discipline sportive che possono essere raggruppate in quattro
categorie: corse, marce, concorsi (salti e lanci) e prove multiple.
L’organizzazione delle prime manifestazioni sportive si svolsero in Grecia, ad Olimpia, e per questo furono denominati Olimpiadi. I giochi olimpici erano talmente importanti che, nel periodo di svolgimento delle gare, tutte le guerre in atto venivano sospese e che la data della prima Olimpiade, il
776 a.C., coincide con l’anno zero della storia greca.
LA CORSA
La corsa è la disciplina principale dell’atletica in quanto non solo è l’attività specifica per coprire le varie distanze in piano o con gli ostacoli, ma anche l’azione di base delle tecniche di lancio e salto.
La corsa comprende le gare di velocità, di mezzofondo, fondo e le gare ad ostacoli.
Nella corsa sono chiamate al lavoro tutte le parti del corpo, quindi richiede un notevole impiego di energie.
Il velocista: l’atleta deve possedere un passo ampio, una grande elasticità negli arti inferiori, una
buona coordinazione ed eccellenti tempi di reazione. Il velocista utilizza l’energia già accumulata nei
propri muscoli (meccanismo anaerobico), senza che intervenga quel processo di ricambio che
l’ossigeno inspirato apporta alla muscolatura.
Il mezzofondista: gli atleti che partecipano alle gare del mezzofondo (dagli 800 ai 5000 metri)
devono unire a doti di resistenza alla fatica, anche una buona velocità di base, dal momento che gli
ultimi metri di gara vengono percorsi con il ritmo e i tempi di una corsa di velocità. L’atleta che
percorre, quindi, questo genere di distanze deve poter sopperire all’accumulo di acido lattico dovuto
allo sforzo, potenziando al massimo l’apparato cardio-circolatorio.
Il fondista: tali atleti devono avere come caratteristiche fondamentali la facilità di corsa, la capacità
mentale di resistenza alla fatica ed un formidabile sistema cardiocircolatorio: il loro cuore arriva a 200/220 pulsazioni al minuto.
LA MARCIA
Il marciatore deve compiere una progressione di passi eseguiti in modo tale da mantenere un contatto ininterrotto con il terreno: ad ogni passo, il piede davanti deve toccare il suolo prima che quello posteriore lo lasci. Inoltre, quando un piede poggia sul terreno, la gamba relativa deve essere per almeno un momento, tesa. La successione rapida dei passi, assecondata dai movimenti dell’anca, del tronco e degli arti superiori, impegna tutti i muscoli, ma permette anche una respirazione calma e regolare. La preparazione del marciatore è particolarmente lunga e accurata e si concentra soprattutto sulla scioltezza del passo-spinta, in modo tale che possa essere scorrevole e non saltellante.
I SALTI
Il salto in alto: si basa sul superamento di un’asticella posta su due ritti ad altezze progressivamente
crescenti. La rincorsa porta l’atleta sotto l’asticella dove, con la battuta di un solo piede, deve trasformare la velocità orizzontale della corsa in forza ascensionale, cercando di portare il baricentro
del proprio corpo il più in alto possibile.
Il salto con l’asta: si tratta di una delle specialità più complesse dell’atletica leggera: richiede, infatti,
un’enorme preparazione tecnica, una notevole forza fisica (specie nelle braccia) e grande coordinazione e tempismo. L’atleta attende il raddrizzamento dell’asta, raccogliendo le gambe, prima di portare i piedi verso l’alto con un’azione di “tirata” sull’asta, che provoca la rotazione del corpo e l’ulteriore innalzamento che permette di superare l’asticella. I saltatori con l’asta devono essere, quindi, veloci e agili.
Il salto in lungo: è un salto in estensione e consiste in una rincorsa veloce e ritmata, in uno stacco
violento sull’asse di battuta e in un volo vero e proprio, durante il quale l’atleta unisce la gamba di
stacco all’altra e chiude il balzo. Il miglioramento della velocità e la capacità di acquisire una rincorsa
molto precisa ai fini dello stacco, sia nella progressione che nella lunghezza, sono elementi basilar
dell’allenamento, ai quali si affianca lo studio della particolare tecnica di volo.
Il salto triplo: il salto triplo è uno sviluppo del salto in lungo e si effettua sulla sua stessa pedana. L
differenza è che tra lo stacco e l’atterraggio si compiono altri due appoggi a terra. Il triplo consiste
infatti, in un primo balzo (hop), in un lungo passo intermedio (step), e in un salto finale (jump). A
primo balzo l’atleta deve ricadere sullo stesso piede con cui ha staccato; nel secondo deve atterrare
sull’altro piede, che diventa così il piede di battuta per l’ultimo balzo. In questa specialità è
fondamentale la potenza del singolo stacco e sapere distribuire in modo equilibrato la forza nei balzi.
IL LANCIO DEL GIAVELLOTTO
Il lancio del giavellotto è una specialità sia maschile che femminile dell’atletica leggera, in cui l’atleta
cerca di scagliare il più lontano possibile un attrezzo di forma affusolata fatto di metallo e fibra di vetro detto, per l’appunto, giavellotto.





